28/07/2017
L'Unione interviene a tutela della Camera Penale di Bologna, dell'Avv. Stefano Vezzadini e della funzione difensiva.

L'Unione interviene a tutela della Camera Penale di Bologna, del Collega Stefano Vezzadini e della funzione difensiva, oggetto di un grave attacco mediatico, e dispone l’invio della segnalazione e dell’allegata documentazione al Responsabile dell’Osservatorio sull’informazione giudiziaria al fine di un ulteriore approfondimento dei temi in oggetto.

In allegato la delibera
 

GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE

Delibera del 28 Luglio 2017

L'Unione delle Camere Penali Italiane,

premesso

che la Camera Penale “Franco Bricola” di Bologna, con documento in data 24 luglio 2017, ha inviato una corposa e dettagliata segnalazione a tutti gli organi rappresentativi della stampa, ai Consigli dell’Ordine di Bologna e Reggio nell’Emilia, alla Camera Penale di Reggio nell’Emilia e all’Unione delle Camere Penali Italiane, con cui stigmatizzava un grave attacco mediatico avvenuto ai danni di un collega iscritto (Avv. Stefano Vezzadini del Foro di Bologna) da parte della stampa locale;


che in particolare, i giornalisti, sempre presenti alle udienze del noto processo cd “Aemilia”, sentendosi chiamare in causa da un’affermazione del Collega che, anche a salvaguardia del processo e della terzietà del Tribunale, lamentava una mancata rispondenza delle cronache con la realtà processuale, si sarebbero concentrati su un attacco personale, attribuendo all’avvocato Vezzadini condotte ed atteggiamenti tanto gravi, quanto insussistenti;


che, attraverso un esame approfondito degli atti, messi a disposizione dal collega iscritto, unitamente agli articoli di stampa che lo hanno attinto, la Camera Penale di Bologna ha condiviso i rilievi dell’Avvocato Vezzadini, considerando gratuito e di inusitata gravità l’attacco mediatico rivolto al collega nel pieno svolgimento del proprio mandato difensivo;


che gli accostamenti utilizzati, in particolare da un giornalista, appaiono diretti ad inaccettabili affermazioni, che passano dalla fantasiosa ipotesi per cui l’intervento difensivo del Collega fosse diretto a distogliere l’interesse del Tribunale dalla centralità del processo, per insinuare addirittura che il difensore si sia assunto un ruolo da “regista”, tipico “dell’alveo dentro al quale si sono sviluppati reati e responsabilità dirette ed indirette”;  


che addirittura altro giornalista, senza utilizzare sublimazioni, ha scritto di minacce da parte “dei difensori”, affermando che costoro avrebbero intimidito i giornalisti nell’esercizio della loro funzione;


che tali riferimenti appaiono ricondurre all’ipotesi d’accusa più grave mossa contro la maggior parte degli imputati, tratti a giudizio per rispondere del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso;


che questa distorta visione dei fatti suggerisce all’opinione pubblica un rapporto di complicità tra difensori e assistiti che va ben oltre il mandato professionale e che sfocerebbe in un’affinità di intenti (quantomeno quello di attaccare la libertà di stampa) e quel che è più grave, di modi;


che la deriva mediatica del processo si arricchisce di un nuovo preoccupante capitolo che va ad aggiungersi ad improprie anticipazioni di giudizio;


che un simile attacco al ruolo del difensore, alla sua dignità personale e professionale, suggerisce un’inesistente quanto inaccettabile sovrapponibilità tra Avvocato e assistito;


che quanto precede oltre ad ignorare principi quali la presunzione di innocenza, si traduce in un gratuito quanto grave attacco alla funzione difensiva.

Tutto ciò premesso

manifesta il proprio sostegno e la propria solidarietà e alla Camera Penale di Bologna e al collega Stefano Vezzadini.

Dispone

l’invio della segnalazione e dell’allegata documentazione al Responsabile dell’Osservatorio sull’informazione giudiziaria al fine di un ulteriore approfondimento dei temi in oggetto.

Roma, 28 luglio 2017

La Giunta

                                                                                                             

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