04/12/2017
Il Governo assicura l’arrivo di altri braccialetti elettronici da gennaio 2018

Nel corso della “3^ Giornata dei Braccialetti” organizzata dalle Camere Penali di Firenze e di Pisa, il Sottosegretario alla Giustizia, On. le Cosimo Ferri, ha annunciato che da gennaio 2018 si avranno1.000 braccialetti al mese per tre anni.

Nel corso della “3^ Giornata dei Braccialetti” organizzata dalle Camere Penali di Firenze e di Pisa, il Sottosegretario alla Giustizia, On.le Cosimo Ferri, ha annunciato che la gara di appalto vinta da Fastweb, consentirà di avere da gennaio 2018, 1.000 braccialetti al mese per tre anni. Quanto avvenuto in passato ci costringerà a vigilare sull’effettiva applicazione dei dispositivi e sulle modalità.

Le numerose e ricorrenti denunce dell’Unione delle Camere Penali Italiane sulla mancata applicazione dell’art. 275 bis del Codice di Procedura Penale e dell’art. 58-quinques dell’Ordinamento Penitenziario, per il numero esiguo di dispositivi di controllo che non consente ai detenuti di essere scarcerati, hanno trovato finalmente una risposta, il 30 novembre scorso, da quanto riferito dal Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri.

Fastweb garantirà, da gennaio 2018, la messa in esercizio di 1.000 braccialetti al mese per tre anni, per un totale quindi a dicembre 2021, di 36.000 dispositivi.

Vedremo se alle parole seguiranno i fatti, o meglio il numero di braccialetti indicato.

Quanto accaduto dall’entrata in vigore della norma – 17 anni fa -  non ci consente di stare tranquilli, anche se va riconosciuto al Governo l’impegno su un tema che vede l’Italia molto in ritardo rispetto agli altri Paesi Europei.

Oggi sono 266 i detenuti in lista di attesa. Persone che potrebbero scontare la pena ai domiciliari e che, invece, restano in carcere perché i 2.000 braccialetti disponibili sono tutti già utilizzati. Non si hanno, tra l’altro, notizie certe sulla gestione di questa lista di attesa. Va comunque calcolato un numero senz’altro maggiore di possibili fruitori, se si tiene conto di tutti quei provvedimenti non concessi, in quanto si è accertata preventivamente la indisponibilità dello strumento di controllo.

Se davvero ci sarà un numero adeguato di braccialetti, il loro utilizzo potrà essere ampliato anche per la concessione di misure di comunità, per consentire il lavoro esterno e per tutti quei casi che impongono l’allontanamento di un soggetto da un luogo ovvero da una persona. L’utilizzo, infatti, del doppio braccialetto, uno istallato alla caviglia dell’indagato/a o imputato/a e l’altro a quella della o del denunciante, potrà permettere di allarmare immediatamente la persona e avere la prova, da sottoporre comunque ad altri controlli, dell’avvicinamento.

L’UCPI, con il proprio Osservatorio Carcere, continuerà la battaglia e con l’aiuto delle Camere Penali locali, dal prossimo gennaio, controllerà l’effettiva esecuzione di quanto previsto dal bando di gara.

Roma, 4 dicembre 2017

L'Osservatorio Carcere UCPI