16/03/2018
Riforma dell’ordinamento penitenziario approvata: ora si termini il lavoro

L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di approvare la riforma dell’ordinamento penitenziario, auspica che l’iter per la formalizzazione dell’approvazione sia completato in tempi brevi; vigilerà attentamente a tal fine, e perché prosegua l’attività volta a migliorare la condizione nelle carceri, rammentando, tra l’altro, che più di un terzo della popolazione carceraria è costituita da persone in attesa di giudizio e, dunque, di presunti innocenti.

L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di approvare la riforma dell’ordinamento penitenziario, senza le modifiche indicate dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato che, di fatto, avrebbero svuotato di significato la riforma che, contrariamente a quanto sostenuto da taluno, garantisce maggiore sicurezza ai cittadini, attuando principi costituzionali. Chi è ammesso all’esecuzione di pene alternative, rispetto alla detenzione in carcere, una volta scontata la pena difficilmente delinque di nuovo, come riportato dai dati statistici ministeriali. Gli stessi dati statistici ricordano che circa 70 per cento di coloro che scontano la pena in carcere, una volta eseguita la pena commette altri reati, mentre la percentuale di recidiva è bassissima per chi svolge un lavoro e ottiene misure alternative al carcere. L’UCPI osserva, inoltre, che le misure adottate non consentono automatismi e richiedono la valutazione del giudice per la proficuità del trattamento, caso per caso. Non è vero, dunque, che si tratti di un provvedimento svuota carceri, inoltre per taluni reati sono rimaste invariate talune preclusioni. L’UCPI ringrazia tutti i penalisti italiani, il proprio Osservatorio Carcere, e tutti i numerosi firmatari dell’appello al Governo per l’approvazione della riforma, che insieme a Rita Bernardini, fino all’ultimo, hanno spinto il governo a mantenere, sia pure tardivamente, gli impegni presi e a tenere conto del lavoro svolto nel corso di tre anni da accademici, magistrati e avvocati con gli Stati Generali dell’esecuzione voluti dal ministro Orlando. L’UCPI auspica, infine, che l’iter per la formalizzazione dell’approvazione sia completato in tempi brevi e vigilerà attentamente a tal fine, e perché prosegua l’attività volta a migliorare la condizione nelle carceri, rammentando, tra l’altro, che più di un terzo della popolazione carceraria è costituita da persone in attesa di giudizio e, dunque, di presunti innocenti.

Roma, 16 marzo 2018

La Giunta