04/07/2018
Polonia e stato di diritto: un ossimoro sempre pił evidente

La Commissione Europea, il 2 luglio u.s., ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti della Polonia su uno specifico aspetto della legge nazionale che prevede l’anticipazione dell’età pensionabile dei giudici della Corte suprema.

La Commissione Europea, il 2 luglio u.s., ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti della Polonia su uno specifico aspetto della legge nazionale che prevede l’anticipazione dell’età pensionabile dei giudici della Corte Suprema.

L’esecutivo UE ritiene che la legge polacca violi l’art. 19 del TUE letto in collegamento con l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (diritto ad un ricorso effettivo e a un giudice imparziale).

La decisione della Commissione UE segue quella dello scorso dicembre di attivare per la prima volta la procedura di cui all’art. 7 TUE in tema di rispetto dello Stato di diritto.

Già allora l’Unione delle Camere Penali Italiane, con l’Institut des Droits de l’Homme des Avocats Européens, l’International Association of People’s Lawyers e la Liga vor de Rechten van de Mens, esprimeva - seguita, dopo alcuni mesi, da analoghe iniziative in ambito associativo ed istituzionale locale - la propria preoccupazione sull’attacco allo stato di diritto in corso in Polonia (https://bit.ly/2KsdFQE). La situazione polacca continua, oggi, a suscitare apprensione ed a tenere alto il livello di attenzione dell’avvocatura penale e di tutta la cultura giuridica europea.

La recentissima iniziativa della Commissione Europea conferma la volontà di richiamare il Governo polacco al rispetto dei principi dello stato di diritto, soprattutto sotto il profilo della salvaguardia dell’indipendenza del potere giudiziario da quello politico. E, vale la pena evidenziare, che proprio il tema dell‘indipendenza del potere giudiziario polacco è stato al centro della motivazione con cui l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’UE,  Evgeni Tanchev, il 28 giugno u. s., ha proposto alla Corte di rispondere ad un Tribunale irlandese nel senso che l’esecuzione di un mandato di arresto europeo e la conseguente consegna richiesta da un tribunale polacco può essere rifiutata proprio in ragione dei timori circa l’indipendenza del potere giudiziario nel paese che richiede l’esecuzione del mandato di arresto (in causa C-216/18 PPU, https://bit.ly/2lPvmLd).

Tale posizione, che si iscrive a pieno titolo nella giurisprudenza della Corte che condiziona la cooperazione giudiziaria UE al rispetto dei diritti fondamentali ed al mantenimento di standard elevati nei paesi membri con riferimento ai principi propri dello stato di diritto, dà la misura della necessità di preservare i valori fondanti l’UE per scongiurare pericolosi squilibri, ragion per cui UCPI  continua a sostenere e a far conoscere la causa dei Colleghi polacchi e di tutta la società civile del Paese monitorando con attenzione l’evolversi della situazione.

Roma, 4 luglio 2018

La Giunta

La Commissione per i rapporti con l’Avvocatura e le Istituzioni Internazionali

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Poland and the rule of law: an increasingly evident oxymoron

On July 2nd, the European Commission has launched an infringement procedure against Poland on a specific aspect of national law which provides for an earlier retirement age for Supreme Court judges.

The EU executive considers that Polish law breaches Article 19 TEU, to be read in conjunction with Article 47 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union (right to an effective remedy and to a fair trial).

The EU Commission's decision follows last December decision to implement for the first time the procedure pursuant to Article 7 of the EU Treaty with regard to compliance with the rule of law.

Already at that time, the Italian Criminal Lawyers Association-UCPI, with the Institut des Droits de l'Homme des Avocats Européens, the International Association of People's Lawyers and the Liga vor de Rechten van de Mens, expressed - followed, after a few months, by similar initiatives within the local associations and institutions - its concern about the ongoing attack to the rule of law in Poland (https://bit.ly/2KsdFQE).

The situation in Poland today continues raising concern and keeping a high level of attention by criminal lawyers and by the entire European judicial world.

The extremely recent initiative of the European Commission confirms the will to urge the Polish Government to comply with the principles of the rule of law, especially from the point of view of safeguarding the independence of the judiciary from the political power. 

It is worth pointing out that it was precisely the issue of the independence of the Polish judiciary that was at the center of the reasoning, based on on which the Advocate General of the Court of Justice of the EU, Evgeni Tanchev, suggested on 28 June that the Court answered an Irish court to the effect that the execution of a European arrest warrant and the subsequent surrender requested by a Polish court could be refused precisely because of concerns about the independence of the judiciary in the country requesting the execution of the arrest warrant (Case C-216/18 PPU, https://bit.ly/2tBJyLS). 

This position, which is fully in line with the case law of the Court, which makes EU judicial cooperation conditional on compliance with fundamental rights and high standards in the Member States with regard to the principles of the rule of law, gives an idea about the need to preserve the founding values of the EU, in order to prevent dangerous imbalances, which is why UCPI continues supporting and raising awareness on the case of the Polish colleagues, and of the country's civil society as a whole, carefully monitoring the developments of such a situation. 

Roma,4 luglio 2018

La Giunta

La Commissione UCPI per i rapporti con l’Avvocatura e le Istituzioni internazionali