02/02/2020
Il Governo prenda atto delle posizioni espresse nelle inaugurazioni dell'anno giudiziario e abroghi la sciagurata riforma della prescrizione.
 
La Giunta UCPI, evidenziate le prese di posizione assunte da così ampia e così autorevole parte dei vertici della Magistratura italiana, ringrazia tutte le camere penali territoriali per il decisivo contributo che esse hanno fornito alla lunga battaglia politica di questo ultimo anno e invita il Governo a prenderne doverosamente atto, adottando l’unica scelta seria e responsabile che occorre ora conseguirne, vale a dire l’abrogazione di quella sciagurata riforma della prescrizione. La delibera UCPI.
La Giunta UCPI
 
Considerato 
 
- Che le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, sia quella celebrata avanti la Corte di Cassazione, sia quelle celebrate avanti le Corti di Appello italiane, hanno tutte affrontate con grande rilievo, come era d’altronde prevedibile, i temi connessi alla recente riforma abrogativa della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, entrata in vigore il 1^ gennaio 2020, nel quadro di un più ampio bilancio della amministrazione della giustizia penale nell’anno trascorso;
 
Preso atto 
 
- Che il segnale politico di maggiore rilievo lanciato alle istituzioni politiche ed alla pubblica opinione dalle più alte cariche della magistratura italiana è stato il drastico giudizio negativo su quella riforma, autorevolmente espresso in molti dei più importanti distretti giudiziari del Paese (tra i quali Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Venezia e molti altri), e prima ancora dal Primo Presidente della Corte di Cassazione;
 
- Che in particolare è stato evidenziato senza equivoci come una simile iniziativa abrogativa, per di più irrazionalmente introdotta prima dei necessari interventi volti a diminuire drasticamente i tempi di durata dei processi penali, che in Italia sono almeno doppi rispetto alla media europea, non potrà che determinare un disastroso aggravio del carico dei ruoli e dunque un ulteriore, paralizzante prolungamento dei tempi di definizione del contenzioso penale, con conseguente violazione del principio costituzionale della ragionevole durata dei processi;
 
Considerato 
 
- Che tali autorevoli giudizi, nel confermare la serietà e la fondatezza della posizione critica da subito assunta dai penalisti italiani e dalla Accademia pressoché nella sua totalità, disvelano in via definitiva la natura demagogica e populista di quella riforma, e la irresponsabilità di chi si ostina a sostenerla e difenderla;
 
Esprime
 
- Il più vivo apprezzamento per tali coraggiose prese di posizione assunte da così ampia e così autorevole parte dei vertici della Magistratura italiana;
 
Invita
 
- Il Presidente del Consiglio e la intera maggioranza di governo a prenderne doverosamente atto, adottando l’unica scelta seria e responsabile che occorre ora conseguirne, vale a dire l’abrogazione di quella sciagurata riforma della prescrizione, nel rispetto del principio della ragionevole durata del processo, dettato dall’art. 111 della Costituzione;
 
Ringrazia
 
- Tutte le Camere Penali Italiane per il decisivo contributo che esse hanno fornito alla lunga battaglia politica di questo ultimo anno e al miglior esito delle cerimonie dell’anno giudiziario.
 
Roma, 2 febbraio 2020
 
Il Presidente
Avv. Gian Domenico Caiazza
 
Il Segretario
Avv. Eriberto Rosso