02/07/2025
Lasciare cadere nel vuoto il richiamo di Mattarella rappresenta una grave ferita inferta alla nostra democrazia

L’emergenza carceri e la vergognosa condizione di sovraffollamento non possono di certo finire frettolosamente archiviate nella soffitta del dibattito politico. Occorre un messaggio al parlamento, alle istituzioni, all’opinione pubblica ai sensi dell’art. 87 Cost. Il documento della Giunta e dell’Osservatorio Carcere.

L’ennesimo richiamo del Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella, ad affrontare immediatamente ed efficacemente l’emergenza carceri e la vergognosa condizione di sovraffollamento, non può di certo finire frettolosamente archiviato nella soffitta del dibattito politico.

Non è il primo monito e potrebbe non essere l’ultimo, se non si provvede con serie misure a porre un argine alla pericolosa deriva umanitaria che sta attraversando il sistema penitenziario.

Il Parlamento non può certo far finta di nulla, così il Governo e l’amministrazione penitenziaria, rappresentata all’incontro dal dott. Stefano Carmine De Michele, appena nominato alla guida del DAP.

La politica non può volgere lo sguardo altrove, sperando così di scrollarsi di dosso il peso morale, giuridico e politico dello sfascio attuale, di allontanare da sé la responsabilità del non agire dinanzi a “la vera emergenza sociale dei suicidi” sulla quale, per usare le parole del Presidente della Repubblica, “occorre interrogarsi per porre fine immediatamente” alla inarrestabile scia di morte.

Non è possibile, come ha detto Mattarella, assistere indifferenti alla progressiva trasformazione dei “luoghi di detenzione in palestra per nuovi reati o di addestramento al crimine”, come dimostrano i recenti casi di aggressione violenta a un detenuto ristretto a Prato o le violenze sessuali subite da diversi detenuti a Genova e Reggio Emilia.

Occorre invertire la rotta, nel rispetto della Costituzione, nell’interesse della intera comunità nazionale.

Restituire la dignità calpestata nelle carceri, investire ed impegnarsi nel trattamento e nelle attività di risocializzazione vuol dire offrire, attraverso una possibilità di recupero a tutti i detenuti, una garanzia di sicurezza per i liberi cittadini.

Purtroppo, le prime reazioni del ministro Nordio al monito presidenziale non ci rassicurano per nulla.

Replicare con la indicazione dei soliti impegni di governo per la costruzione di nuove carceri, per la individuazione di comunità per tossicodipendenti o di strutture di accoglienza per le misure alternative, per l’espulsione irrisoria di detenuti stranieri, per l’aumento di psicologi e agenti, vuol dire allontanare ad un tempo indefinito le necessarie azioni di contrasto ai drammatici eventi che dalle carceri quotidianamente investono tutti noi.

Forse, davvero, non rimane che auspicare l’indirizzo, da parte del Presidente della Repubblica, di un formale messaggio alle Camere, ai sensi dell’art. 87 della Costituzione, che esprima il dovere di aggredire lo sfascio sociale e civile delle carceri; un monito alle istituzioni, all’opinione pubblica, una messa in mora al Parlamento finora troppo restio nell’assumersi le proprie responsabilità dinanzi ad una condizione che offende prima di ogni cosa la dignità della nostra democrazia.

La Giunta

L'Osservatorio Carcere UCPI

Roma, 2 luglio 2025