Con profonda tristezza e senso di perdita, l’Unione delle Camere Penali Italiane annuncia la scomparsa del Professor Giuseppe Di Federico, pioniere nell’istituzione della disciplina autonoma di Ordinamento giudiziario in ambito accademico della quale è poi stato Professore ordinario all’Università di Bologna.
La nota della Giunta
Con profonda tristezza e senso di perdita, l’Unione delle Camere Penali Italiane annuncia la scomparsa del Professor Giuseppe Di Federico, pioniere nell’istituzione della disciplina autonoma di Ordinamento giudiziario in ambito accademico della quale è poi stato Professore ordinario all’Università di Bologna. Fin dagli inizi della sua attività scientifica, con studi empirici rigorosi, ha esplorato con spirito critico le “stanze segrete” del funzionamento del sistema giudiziario: il reclutamento dei magistrati, le carriere, l’organizzazione degli uffici giudicanti e requirenti, il governo della magistratura, la valutazione della professionalità, la disciplina, la formazione e le risorse necessarie per un effettivo funzionamento.
In qualità di fondatore e punto di riferimento del Centro Studi e Ricerche sull’Ordinamento Giudiziario (CeSROG) dell’Università di Bologna, il Professor Di Federico ha promosso e sostenuto – per decenni – studi, ricerche, collaborazioni istituzionali, con forte spirito comparato. Il suo lavoro presso l’Agenzia di Ricerche e Legislazione ove ha diretto il settore dedicato alla giustizia e come consulente per organismi internazionali, ha portato contributi concreti nel disegno delle riforme giudiziarie, con attenzione sempre vigile ai principi costituzionali dell’indipendenza, della trasparenza, del giudice naturale e dell’inamovibilità.
Nel quadro dell’Unione delle Camere Penali, il suo contributo è stato per noi di grande valore formativo: attraverso i suoi scritti, le sue riflessioni pubbliche, la sua capacità di illuminare aspetti ordinamentali non sempre centrali nel dibattito penalistico, ha contribuito a far crescere la sensibilità della avvocatura penale verso i temi del governo della magistratura, la struttura interna degli uffici giudiziari, le regole di valutazione e le istituzioni che sono dietro le quinte del processo. Grazie a lui molti penalisti hanno appreso che non basta conoscere le norme sostanziali e quelle processuali, ma bisogna anche comprendere l’assetto ordinamentale che ne governa la concreata attuazione.
Ci mancherà la sua saggezza, la sua chiarezza, il suo acceso spirito critico e la sua inesauribile passione. Alla famiglia, agli allievi, a chi ha lavorato al suo fianco, esprimiamo la nostra vicinanza e cordoglio profondo.
Il suo lascito intellettuale e morale non potrà che continuare a vivere tra noi, nelle riflessioni, nei convegni, nei momenti formativi dell’Unione, come modello di rigore, di equilibrio e di dedizione.
Con gratitudine e affetto,
Roma, 23 settembre 2025
La Giunta
- TAGS:
- Comunicati
- Unione

