29/10/2025
Salone della Giustizia 2025: l'intervento del Segretario Romanelli

Al Salone della Giustizia 2025 l’intervento del Segretario Rinaldo Romanelli nella sessione sul tema “REFERENDUM RIFORMA NORDIO: LE RAGIONI DEL SI', LE RAGIONI DEL NO”

Separazione delle carriere: Romanelli (Ucpi), Italia anomalia assoluta tra le democrazie evolute. Riforma necessaria. 

Il segretario delle Camere Penali al Salone della Giustizia: «Il sorteggio al Csm rafforzerà la magistratura»

 

«L'Italia è un'anomalia assoluta nel panorama mondiale delle democrazie evolute, nel senso che tutte le altre democrazie evolute prevedono ciascuna a suo modo - perché non c'è un modello unico - che il giudice abiti in una casa diversa dal pubblico ministero e che ci siano organizzazioni distinte. In Europa è così, in Portogallo, in Spagna, Germania, Inghilterra, e in tutti i Paesi del Nord Europa. I Paesi in cui ci sono organizzazioni unitarie sono la Turchia, la Romania e la Bulgaria. Con tutto il rispetto tre Paesi dai quali forse non dobbiamo prendere lezioni di democrazia». Lo ha dichiarato il segretario dell'Unione delle Camere Penali italiane Rinaldo Romanelli al Salone della Giustizia, nel confronto sul referendum sulla separazione delle carriere, in rappresentanza del Comitato 'Camere penali per il SI'. Al dibattito ha partecipato Marinella Graziano, vice presidente vicario del Comitato 'A difesa della Costituzione per il NO al referendum'.

 

Romanelli ha ricordato che nelle democrazie evolute «vige un principio fondamentale che è la separazione dei poteri, e il controllo tra i poteri. Quella che in ambito giudiziario chiamiamo la giurisdizione di conflitto». Giudice e pm «fanno mestieri diversi: il pm indaga, accusa, porta il cittadino al cospetto dello Stato, e il giudice è lì per svolgere la funzione del limite, di garanzia in favore del cittadino. E non deve avere nulla a che fare con il pm. Un principio ovvio nelle democrazie moderne. Il nostro sistema unitario della giurisdizione che riconosce nell'autorità giudiziaria il pm e il giudice, - ha proseguito il segretario Ucpi - è un sistema che deriva dal sistema fascista di Dino Grandi, del 1941, che nel presentare l'unità della giurisdizione magnifica le funzioni dello Stato, l'unità dello Stato, tipico di regimi autoritari, e dunque anche l'unità della giurisdizione. In tutto il resto del mondo non è così».

 

Allora a cosa mira questa riforma? Ha l'obiettivo di separare per «rafforzare il giudice nei confronti del pm, perché il giudice possa svolgere effettivamente la sua funzione di limite e di garanzia nell'interesse di una giustizia più giusta e del cittadino». Romanelli ha poi rivolto l'attenzione alla modifica dell'art.104 della Costituzione: dal punto di vista dell'autonomia e dell'indipendenza «non cambia nulla per la magistratura. Non si può dire agitando spettri  e timori che c'è il rischio che la magistratura venga indebolita. Anzi, verrà rafforzata, anche attraverso il sorteggio al Csm che è ormai da oltre 50 anni in mano alle degenerazioni correntizie che non sono iniziate e finite con Palamara». Lo stesso presidente della Repubblica Mattarella, ha ricordato il segretario Ucpi, «quando emerse lo scandalo aveva parlato di comportamenti diffusi all'interno della magistratura. Il sorteggio mira a spezzare il legame tra le correnti e gli eletti al Csm e a ‘liberare’ le toghe, perché l'autonomia dei magistrati - ha concluso Romanelli - non è solo quella esterna nei confronti del governo e del potere politico. E' l'autonomia interna, cioè non essere condizionati da altri magistrati. Il sorteggio  dunque non viene introdotto per umiliare ma per far tornare la fiducia nella magistratura e nel Csm». 

Roma, 29 ottobre 2025

 

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