L’Unione è stata audita oggi innanzi alla Commissione Giustizia della Camera con la Vice presidente Avv. Giulia Boccassi. La nota della Giunta e le osservazioni ivi proposte
L’Unione è stata audita oggi innanzi alla Commissione Giustizia del Senato, per esprimere le proprie osservazioni nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1715, recante “Modifica dell’articolo 609-bis del Codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso”.
La Vice Presidente Giulia Boccassi ha illustrato le posizioni dell’Unione, evidenziando le criticità della proposta di modifica dell’art. 609-bis c.p. e formulando suggerimenti correttivi.
In particolare, è stato sottolineato come la nozione elastica di consenso “libero e attuale”, combinata con l’ampio concetto di “atti sessuali”, possa legittimare interpretazioni eccessivamente estensive, attribuendo alla magistratura un ampio margine di discrezionalità e generando gravi ricadute sulla certezza del diritto.
Se l’obiettivo della riforma è rendere più equa l’amministrazione della giustizia in questo delicatissimo ambito, si è suggerito di sostituire l’espressione “senza il consenso libero e attuale” con “in violazione del dissenso” della persona offesa, prevedendo altresì ipotesi specifiche per i casi in cui tale manifestazione di volontà non sia esigibile. In subordine, si è ritenuto comunque necessario eliminare dalla proposta normativa il riferimento all’ “attualità” del consenso: tale locuzione, oltre a risultare pleonastica alla luce del diritto vivente, appesantisce la descrizione della fattispecie e ne accentua le criticità probatorie.
È stata inoltre evidenziata l’opportunità di riconsiderare gli aspetti sanzionatori, graduando l’intensità della pena in relazione al diverso grado di disvalore delle condotte. Appare infatti irragionevole la prospettata parificazione tra l’ipotesi prevista dal primo comma, basata sulla mera assenza di consenso, e quella contemplata nel secondo comma, che riguarda condotte comparativamente più gravi, connotate da violenza o abuso.
Roma, 2 dicembre 2025
La Giunta

