13/02/2026
Su 'Tele Gratteri' il miglior testimonial per si alla separazione delle carriere

La nota della Giunta a seguito delle dichiarazioni di Gratteri ieri sera a Piazza Pulita

Ieri sera, su quella che ormai sembra “Tele Gratteri”, il Procuratore di Napoli è intervenuto a Piazza Pulita, sempre accolto con ossequiosa consonanza e senza contraddittorio, per ridimensionare le proprie parole: non avrebbe detto che tutti i sostenitori del “Sì” sono indagati o imputati, ma solo le persone della Calabria non per bene. Anche volendo sorvolare sull’offesa gratuita a un’intera regione, il video delle sue dichiarazioni è pubblico e parla da sé.

Resta però il punto più grave, ribadito ancora una volta: per lui tra indagati, imputati e colpevoli non c’è differenza. Essere sottoposti a indagine o processo equivale a essere colpevoli. È una visione che calpesta la presunzione di innocenza principio che dovrebbe tutelare ogni cittadino proprio dagli abusi del potere punitivo dello Stato.

C’è poi un dato che non può essere ignorato: nelle sue indagini, a fronte di numeri impressionanti di arresti, le condanne risultano decisamente ridotte al lumicino. Una sproporzione che dovrebbe indurre prudenza, non semplificazioni colpevoliste.

Questa vicenda, dunque, smaschera la retorica della “cultura della giurisdizione”: se davvero esistesse, il pubblico ministero frontman del no, non parlerebbe come un inquisitore, sovrapponendo indagine e sentenza e trasformando il voto in una colpa. Più che incarnarla, Gratteri ne rappresenta la smentita più evidente e, paradossalmente, risulta essere il miglior testimonial della necessità di separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, per avere un giudice più forte e meno condizionabile.

Roma, 13 febbraio 2026

La Giunta