L’intervento di Rinaldo Romanelli richiama uno dei principi fondamentali del processo penale: l’equilibrio tra accusa e difesa davanti a un giudice realmente terzo.
Nel modello accusatorio, infatti, il giudice non può condividere la stessa prospettiva dell’accusa. Deve mantenere una distanza strutturale e culturale da chi esercita l’azione penale, proprio per garantire che il processo resti un luogo di confronto tra le parti e non un percorso già orientato verso una conclusione.
È in questa logica che si inserisce la riforma sulla separazione delle carriere: distinguere in modo chiaro chi accusa da chi giudica significa rafforzare la terzietà del giudice e tutelare meglio i diritti e le garanzie dei cittadini.

