Occorre avviare una nuova fase di confronto e di elaborazione condivisa, che coinvolga tutte le realtà che hanno partecipato alla campagna referendaria: i comitati, i giuristi, il mondo accademico e i magistrati che hanno offerto il loro contributo. L’invito della Giunta
Care e cari,
all’esito della recente consultazione referendaria, riteniamo doveroso rivolgerci a tutti voi che, con impegno e responsabilità, avete contribuito alla campagna per il “Sì”.
Pur a fronte dell’esito, non può essere ignorato quanto questa esperienza abbia prodotto: i problemi della giustizia sono emersi con chiarezza nel dibattito pubblico, sono stati compresi da milioni di cittadini e sono state avanzate proposte concrete di riforma. Oltre dodici milioni di italiani hanno espresso una domanda reale di cambiamento, che non può essere archiviata né dispersa.
Il patrimonio costruito in questi mesi – fatto di competenze, riflessioni, sensibilità culturali, impegno civile e nuove e importanti relazioni – rappresenta un valore straordinario. È nostra responsabilità comune non disperderlo, ma trasformarlo in una spinta propulsiva capace di proseguire il percorso avviato.
Per questa ragione, riteniamo necessario avviare una nuova fase di confronto e di elaborazione condivisa, che coinvolga tutte le realtà che hanno partecipato alla campagna referendaria: i comitati, i giuristi, il mondo accademico e i magistrati che hanno offerto il loro contributo.
Con questo spirito, intendiamo promuovere gli Stati generali per la riforma della giustizia: un momento aperto e plurale di approfondimento, nel quale mettere a sistema le analisi emerse, sviluppare ulteriormente le proposte e costruire insieme soluzioni concrete e credibili.
Vi invitiamo, pertanto, a partecipare a questo percorso comune, nella convinzione che solo attraverso un confronto ampio, serio e continuativo sia possibile dare seguito alla domanda di giustizia che il Paese ha chiaramente espresso.
Confidiamo nella Vostra adesione e nel Vostro contributo, certi che l’impegno condiviso di questi mesi possa tradursi in una nuova fase di proposta e di riforma.
Con viva cordialità.
La Giunta
Roma, 24 marzo 2026
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